La metodologia analitica
del gas massa (GC/MS) combina la tecnica gas-cromatografica
(GC) con le potenzialità della
spettrometria di massa (MS) per la determinazione qualitativa
e quantitativa di una ampia gamma di sostanze, prevalentemente
organiche, a bassa polarità e basso peso molecolare
accomunate da una temperatura di ebollizione sempre inferiore
a 300°C.
I principali vantaggi che si ottengono utilizzando lo spettrometro
di massa come rivelatore dopo la separazione cromatografia
dei componenti, consistono in una sensibilità maggiore
rispetto ai detectors comunemente usati dai GC e nella possibilità di
identificare la sostanza analizzata.
Le due tecniche associate possiedono quindi una capacità analitica
notevolmente superiore rispetto alle singole metodologie usate
separatamente.
Il GC sfrutta le differenti proprietà delle varie specie
chimiche presenti in una miscela gassosa per la loro separazione.
Una volta che i singoli componenti la miscela sono stati separati,
questi passano all’interno del MS dove vengono sottoposti
a ionizzazione e conseguente frammentazione. (Fig. 1)
Il nostro laboratorio GC/MS si compone
di un gas cromatografo Shimadzu 17-A accoppiato ad uno
spettrometro di massa MS Shimadzu QP 5000, connessi mediante
un’interfaccia
diretta. (Fig. 2 e 3)
Il GC è dotato di due sistemi di iniezione: i gas
da analizzare possono infatti essere introdotti dentro un
iniettore split/splitless mediante siringa gas-tight manualmente
o attraverso un autocampionatore Shimadzu AOC-20i. In alternativa,
i gas possono essere introdotti attraverso un sistema di
introduzione a valvola multiporta con loop di differenti
volumi, che viene opportunamente vuotato grazie ad una pompa
rotativa. In questo caso, è stato appositamente installato
anche un dito freddo che consente l’arricchimento in
fase gassosa delle specie in condensabili (Fig. 4).
Sul GC vengono di volta in volta installate differenti colonne
capillari a seconda del tipo di sostanza da determinare.
In particolare per le analisi finora condotte nel laboratorio
sono state utilizzate le seguenti colonne:
- Supelco VOCOL per analisi di sostanze organiche volatili
disciolti in acqua quali benzene e idrocarburi clorurati.
- Varian Coating Al2O3/KCl per l’analisi di idrocarburi
leggeri nei gas vulcanici.
- Supelco Molsieve 5A per l’analisi di gas nobili pesanti
disciolti in acqua.
La temperatura della colonna può essere mantenuta
costante durante la separazione oppure può essere
programmata con una rampa che consenta di ridurre i tempi
di ritenzione delle molecole più pesanti.
L’elio è il gas che viene utilizzato come carrier.
All’uscita della colonna del GC è installata
un’interfaccia diretta che opera a temperatura variabile
e che consente ai componenti della miscela gassosa già separati
di raggiungere camera di ionizzazione.
Lo spettrometro di massa consta di tre parti principali (Fig.
5):
-una sorgente per la ionizzazione:
-un analizzatore per la separazione degli ioni (quadrupolo);
-Un rivelatore.
Nella sorgente gli ioni vengono formati bombardando con un
fascio di elettroni ad alta energia (circa 70eV) il gas che
esce dal GC.
L’impatto tra gli elettroni prodotti dal filamento
e le molecole di gas porta alla formazione di ioni. L’energia
fornita dal raggio di elettroni e l’instabilità degli
ioni molecolari generalmente producono anche una rottura
della molecola in frammenti più piccoli anch’essi
carichi positivamente o negativamente. Benché vengano
prodotti contemporaneamente sia ioni positivi che ioni negativi
viene scelta una sola polarità (generalmente positiva).
Gli ioni molecolari e i frammenti di ioni vengono accelerati
e focalizzati attraverso una serie di lenti o skimmers verso
il quadrupolo. Questo è costituito da quattro barre
metalliche cilindriche in cui gli ioni vengono separati in
base al loro rapporto massa su carica (m/z) combinando campi
elettrici continui ed alternati a radiofrequenza (Fig.
6). Gli ioni vengono rivelati, dopo la separazione, trasformando
l’energia prodotta dalla collisione degli ioni sulla
superficie del rivelatore.
Gli spettri vengono acquisiti, memorizzati e presentati grazie
ad un software; il risultato ottenuto sarà quindi
un tracciato che riporta la misura del segnale elettronico
prodotto dal detector in funzione del tempo, proprio come
un cromatogramma.
L’identificazione degli analiti viene eseguita per
confronto dei tempi di ritenzione relativi con quelli delle
miscele gassose di riferimento degli analiti da determinare
e mediante la comparazione degli spettri prodotti dalla frammentazione
delle molecole con spettri noti contenuti in appositi database
(“library”) pubblicati dal NIST (National
Institute of Standards and Technology).
Comunemente vengono effettuate analisi GC-MS in modalità scansione
totale (“full scan”) in cui gli spettri di massa
vengono registrati ad intervalli di tempo regolari, generalmente
tra XX e XX per secondo.
A ciascun picco del cromatogramma, corrisponde ad una specifica
sostanza con un determinato tempo di ritenzione che potrà essere
identificata da uno spettro caratteristico della sostanza
da analizzare.
Attraverso l’analisi degli spettri di massa così ottenuti è possibile
acquisire informazioni sulla struttura dell’analita.
In alternativa gli spettri di massa possono essere registrati
in modalità SIM (“selected ion monitoring”)
in cui la scansione interessa non l’intero intervallo
di masse considerato ma soltanto alcuni gli ioni caratteristici
dell’analita da determinare.
Il principale vantaggio di questo tipo di acquisizione è che
si aumenta notevolmente la sensibilità dello strumento
fino a 500 volte rispetto alla acquisizione in “full
scan”; è possibile determinare sostanze presenti
a concentrazioni dell’ordine dei nano-grammi (10-9)
o, in alcuni casi, pico-grammi (10-12).
L’analisi quantitativa viene effettuata integrando
il picco risultante dalla corrente ionica totale di ogni
analita identificato. Il valore di area ottenuto viene confrontato
con il valore dell’area del picco relativo allo standard
interno oppure posto su una curva di taratura ottenuta dall’analisi
di miscele gassose a concentrazione nota.
La taratura può essere effettuata su un unico punto,
ad una concentrazione molto vicina a quella degli analiti
da quantificare oppure costruendo una apposita curva di taratura
ottenuta con miscele standard a differente concentrazione.
Attualmente lo strumento viene utilizzato per l’identificazione
e la quantificazione degli idrocarburi gassosi presenti in
campioni di fluidi fumarolici ed di gas naturale, per l’analisi
dei Composti Organici Volatili presenti in acque di falda
in accordo con le direttive europee e per la determinazione
dei gas nobili più pesanti disciolti in acqua. |
Fig.1: Metologia di analisi GC-MS
Fig.2: GC-MS Shimadzu QP 5000
Fig.3: Schema di funzionamento
fig.4

Fig.5: Parti principali di uno spettrometro di massa

Fig.6: Schema di un quadrupolo |