INGV Palermo  

     Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Sezione di Palermo

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Laboratorio dei gas dai suoli
Responsabile: S. Gurrieri
Ricercatori: M. Camarda, S. De Gregorio
Gas dai Suoli
Il laboratorio dei gas dai suoli.

Il laboratorio dei gas dai suoli (SGLab) è stato creato per rispondere a diverse esigenze sia scientifiche sia di sorveglianza, quali:
  • studiare il fenomeno fisico del trasporto della CO2 nei suoli;
  • effettuare rigorosi tests su alcuni metodi per la misura dei flussi di CO2 dai suoli (metodi d’accumulo, metodi dinamici, etc…) al fine di verificarne la loro riproducibilità e identificare i loro limiti di utilizzo;
  • testare nuovi sistemi per la misura in continuo del flusso e del gradiente di pressione dei gas nei suoli;
  • sviluppare nuovi metodi per la misura in situ del flusso e della concentrazione dei gas dei suoli (CO2, argon, gas nobili) e per la misura di alcune fondamentali caratteristiche fisiche dei suoli (permeabilità, porosità, umidità etc…)


    Visualizza:

- Spettrometri portatili per la determinazione di He e CO2 nei gas dei suoli
- Quadrupolo per la misura della concentrazione delle specie gassose presenti nei gas dei suoli
- Il simulatore di flusso

   
  Il simulatore di flusso
Schema dell’apparato usato in laboratorio. Esso consiste in un contenitore cilindrico di metallo, del diametro di 58 cm, alimentato dal basso da un flusso conosciuto di CO2. Diversi tubi capillari d’acciaio sono innestati a differente profondità nel suolo. I capillari sono piazzati 15 cm l’uno dall’atro e sono chiusi ermeticamente dall’esterno mediante valvole a sfera. Il flusso di CO2 immesso nel polmone è misurato attraverso un apposito flussimetro interposto tra il polmone e la bombola di CO2.
Figura 1. Schema dell’apparato usato in laboratorio. Esso consiste in un contenitore cilindrico di metallo, del diametro di 58 cm, alimentato dal basso da un flusso conosciuto di CO2. Diversi tubi capillari d’acciaio sono innestati a differente profondità nel suolo. I capillari sono piazzati 15 cm l’uno dall’atro e sono chiusi ermeticamente dall’esterno mediante valvole a sfera. Il flusso di CO2 immesso nel polmone è misurato attraverso un apposito flussimetro interposto tra il polmone e la bombola di CO2.


Il cuore del laboratorio gas dai suoli (SGLab) è costituito dal simulatore di flusso (Figura 1), uno speciale sistema per simulare un suolo interessato da degassamento naturale. Questo apparato è stato usato per eseguire numerosi tests su i metodi più usati per la misura dei flussi di CO2 dai suoli (il metodo dinamico e i metodi della camera d’accumulo). Esso consiste di 700 Kg di suolo contenuti all’interno di un fusto cilindrico, di 58 cm di diametro. Sotto lo strato di suolo (spesso 100 cm), uno spazio libero (dello spessore di 10 cm), fornito di uno speciale diffusore di gas, simula una sorgente omogenea di CO2. Inoltre, otto tubi capillari d’acciaio sono innestati a differente profondità nel suolo allo scopo di misurare la concentrazione della CO2. Quattro differenti campioni di suolo (S1, S2, S3 and S4) sono stati usati nei tests di laboratorio. Le loro principali proprietà fisiche sono riportate nella Tabella 1.
Di seguito sono descritti alcuni dei principali metodi di misura sviluppati all’interno del laboratorio di gas dai suoli.

tabella 1
   
  Il metodo dinamico
Schema del sistema per la misura del flusso di CO2. Il principali componenti sono uno spettrofotometro IR, una pompa a flusso costante ed una speciale sonda di misura.
Figura 2. Schema del sistema per la misura del flusso di CO2. Il principali componenti sono uno spettrofotometro IR, una pompa a flusso costante ed una speciale sonda di misura.
Questo grafico mostra la relazione esistente tra la “concentrazione dinamica” e il flusso di CO2 imposto. Ciascun valore è riferito allo stato stazionario del gradiente di CO2 instaurato nel suolo. I tests eseguiti in condizione di basso flusso hanno mostrato che, per il raggiungimento dello stato stazionario, sono necessari fino a quattro giorni.
Figura 3. Questo grafico mostra la relazione esistente tra la “concentrazione dinamica” e il flusso di CO2 imposto. Ciascun valore è riferito allo stato stazionario del gradiente di CO2 instaurato nel suolo. I tests eseguiti in condizione di basso flusso hanno mostrato che, per il raggiungimento dello stato stazionario, sono necessari fino a quattro giorni.


Il “metodo dinamico” è stato proposto da Gurrieri & Valenza (1988). Esso consiste di una speciale sonda inserita nel suolo alla profondità di 50 cm (Figura 2). La sonda comunica con l’atmosfera attraverso un piccolo tubo (ingresso aria in figura) ed è connessa ad uno spettrofotometro all’infrarosso settato sulla lunghezza d’onda della CO2. Pompando a flusso costante, una miscela d’aria e di gas proveniente dal suolo viene creata all’interno della sonda. I tests eseguiti in laboratorio, indicano che la concentrazione dinamica della CO2 nella miscela è direttamente proporzionale al flusso di gas dal suolo (Figura 3). La relazione di proporzionalità è:

Ø= k×Cd

dove Ø è il flusso di CO2 flux, Cd è la "concentrazione dinamica" nella miscela e k è una costante empirica. La costante k dipende dalla geometria della sonda, dal flusso d’aspirazione della pompa e dalla permeabilità. (Gurrieri & Valenza, 1988; Giammanco et al., 1995). Il suo valore è stato determinato ripetendo differenti esperienze a differenti valori di flusso CO2 imposti attraverso lo strato di suolo contenuto nel simulatore di flusso. Nel 1988, questi esperimenti sono stato eseguiti su una sabbia piroclastica prelevata nell’isola di Vulcano. Tale sabbia aveva una permeabilità di 24 darcys.

Recentemente diversi tests sul metodo dinamico sono stati eseguiti per valutare l’influenza della permeabilità dei suoli sulle misure di flusso di CO2 dai suoli effettuate con questo metodo. In questo nuovo esperimento sono stati utilizzati quattro suoli caratterizzati da differenti valori di permeabilità (3.6×10-2 - 1.25×102 darcys) (vedi Tabella 1) ed inoltre sono state ripetute misure di flusso facendo variare il flusso della pompa del sistema, da 4 a 0.4 l min-1. I risultati di laboratorio mostrano che quando le misure di flusso sono effettuate ad un basso valore del flusso d’aspirazione (ad esempio a 0.8l min-1) l’errore medio dovuto alla permeabilità del suolo è inferiore al 5% (Camarda et al., submitted). Inoltre è stata dedotta dai dati sperimentali una nuova equazione empirica per calcolare in maniera accurata il flusso di CO2 dai suoli, dai valori di concentrazione dinamica e di permeabilità.

   
  Il metodo per la misura in situ della permeabilità dei suoli
Schema della sonda usata per la misura della permeabilità in situ.
Figura 4. Schema della sonda usata per la misura della permeabilità in situ.


La permeabilità è uno dei principali parametri che influenza il flusso dei gas attraverso un suolo naturale. Tale parametro dipende dalle proprietà e dalle condizioni specifiche del suolo come la porosità, la struttura, la tortuosità, la superficie specifica, la saturazione in aria etc (Moldrup et al., 1998). I metodi di laboratorio, usati per la misura della permeabilità dei suoli ai gas, consistono di speciali apparecchiature di filtrazione in cui il campione di suolo è attraversato in una direzione da un flusso di gas. Generalmente, il trattamento del campione richiesto da questi metodi (raccolta del campione, trasporto ed inserimento nell’apparecchiatura di misura) modificano profondamente tutte le proprietà del suolo e i risultanti valori di permeabilità potrebbero risultare affetti da grossi errori (Evans and Kirkham, 1949). Per risolvere questo problema, vari metodi empirici sono stati sviluppati al fine di misurare la permeabilità dei suoli direttamente in campo (Evans and Kirkham, 1949; Grower, 1955; Fish and Koppi, 1994).
Nella sezione di Palermo dell’INGV è stato sviluppato un nuovo metodo per misurare la permeabilità in situ basato sulla teoria della advezione radiale dei gas in un mezzo poroso isotropo (Camarda et al., in press). Il modello mostra la relazione esistente tra la permeabilità ed il gradiente di pressione indotto nel suolo da una sorgente radiale e continua di gas (Figura 4). Pompando un flusso noto e costante di gas attraverso un mezzo poroso isotropo sono generate delle superfici isobare di forma sferica. Secondo il modello dell’advezione radiale dei gas attraverso i mezzi porosi (Camarda et al., in press), la differenza di pressione tra due gusci sferici è una funzione univoca del flusso e della permeabilità del suolo. Misurando tali parametri e pochi altre caratteristiche geometriche della sonda (Figura 4), è possibile calcolare la permeabilità attraverso un equazione simile a quella uni-dimensionale di Darcy (Camarda et al., in press).
Il metodo è stato testato in laboratorio (SGLab) e in seguito usato per misurare la permeabilità dei suoli in diverse arre nell’isola di Vulcano (Arcipelago delle Eolie, Italia) e nel Mt. Etna. Misure ben accurate del flusso di CO2 emesso dai suoli possono essere compiute accoppiando, in ogni sito di misura, questo metodo al metodo della concentrazione dinamica.


 Spettrometri portatili per la determinazione di He e CO2 nei gas dei suoli. (clicca sulla foto per ingrandire)
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Spettrometri portatili per la determinazione di He e CO2 nei gas dei suoli. (clicca sulla foto per ingrandire)

Quadrupolo per la misura della concentrazione delle specie gassose presenti nei gas dei suoli. (clicca sulla foto per ingrandire)
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Quadrupolo per la misura della concentrazione delle specie gassose presenti nei gas dei suoli. (clicca sulla foto per ingrandire)
Il simulatore di flusso. (clicca sulla foto per ingrandire)
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Il simulatore di flusso. (clicca sulla foto per ingrandire)
 
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