Cenni storici sulle origini della rete di monitoraggio
geochimico
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Lo studio del degassamento diffuso ai fini della sorveglianza
di aree vulcaniche attive risale ai primi anni ‘80. Tali
studi ebbero l’obiettivo di sviluppare dei metodi per
la misura del flusso di anidride carbonica dai suoli (Gurrieri & Valenza,
1988) e di effettuare le prime misure di questo parametro in
aree vulcaniche attive (Campi Flegrei, isola di Vulcano; Badalamenti
et al., 1988). Le prime indagini sul degassamento diffuso sull’edificio
etneo risalgono invece al 1987 (Anzà et al., 1993; Giammanco
et al., 1995). Prospezioni periodiche in quest’area vennero
effettuate con regolarità a partire dal 1989 (Carapezza
et al, 1990), periodo in cui sull’Etna si aprì una
frattura che dal cratere di Sud-Est raggiunse rapidamente quote
tanto basse da intersecare la strada provinciale di collegamento
fra Zafferana Etnea ed il Rifugio Sapienza (S.P. 92). La formazione
di tale struttura avvenne in poche ore e destò grandissima
preoccupazione negli studiosi che seguirono il fenomeno, poiché rappresentava
una potenziale area di emissione magmatica attraverso cui,
a causa della bassa quota, la lava avrebbe potuto raggiungere
rapidamente i paesi ubicati su quel versante dell’edificio
vulcanico. I primi tentativi di monitoraggio continuo del flusso
di CO2 effettuati nell’area etnea risalgono a questo
periodo. Una stazione di monitoraggio piuttosto semplice venne
posizionata sulla frattura in prossimità dell’apice
inferiore con l’obiettivo di segnalare eventuali anomalie
del flusso di CO2 dalla frattura. La comunità scientifica
si trovò concorde nel ritenere che l’apertura
di una bocca eruttiva lungo la frattura sarebbe stata, con
grande probabilità, anticipata da un aumento del flusso
di anidride carbonica. Nel periodo successivo vennero effettuate
ulteriori installazioni di sistemi di monitoraggio continuo
del flusso di gas esalante dai suoli dell’Etna e di Vulcano;
in seguito sono stati affiancati da stazioni per il monitoraggio
delle acque.
Oggi si ritiene indispensabile proseguire nell’azione di
controllo dell’attività vulcanica attraverso le
tecniche di monitoraggio continuo dei flussi di anidride carbonica,
in special modo nell’area etnea ed eoliana, che sono le
più importanti manifestazioni vulcaniche attive del Mediterraneo.
L’Etna, in particolare, è più grande vulcano
attivo d’Europa, con una significativa presenza alle sue
pendici di insediamenti urbani ampiamente antropizzati. Inoltre,
attraverso l’analisi dei segnali ottenuti dal monitoraggio
continuo, si rende possibile una maggiore comprensione dell’evoluzione
dell’attività del vulcano, consentendo nuovi traguardi
di conoscenza in ambito scientifico. |
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Stazione di monitoraggio della misura dei flussi di CO2 diffusi
dai suoli (M. Santamaria) |
| La rete oggi |
| La rete per il monitoraggio
del flusso diffuso di gas esalante dai suoli nell’area
etnea è costituita
da 10 stazioni che monitorizzano il flusso diffuso di CO2 e CH4
ed i parametri meteorologici quali Pressione e Temperatura atmosferica,
Umidità relativa dell’aria, Direzione
e Velocità del vento, Umidità del suolo, Piovosità. In
un sito interessato da vistose discontinuità superficiali,
vengono anche monitorate le variazioni di strain attraverso sensori
estensimetrici. Le acquisizioni vengono effettuate con frequenza oraria
ed i dati trasferiti giornalmente ed in modo automatico, presso la sala di
monitoraggio della Sezione di Palermo dell’INGV. Le stazioni sono ubicate
sui fianchi dell’edificio etneo ed in prossimità di Mofeta dei
Palici, in siti corrispondenti a lineamenti vulcano tettonici di notevole interesse
relativamente alla geodinamica dell’area. Alcune delle stazioni sono
in funzione dalla fine del 2002, ed hanno fornito importanti risultati relativamente
alle ultime eruzioni. Le stazioni attualmente installate sono
ubicate in prossimità di Santa Venerina (P78, SV1), Zafferana Etnea
(Primoti), Paternò (P39), Santa Maria di Licodia (SML), Maletto, Monte
Albano (Albano), Monte S. Maria (MSM), Palagonia (N1, N2). |
Fasi di installazione di una stazione |
Andamento del flusso di CO2 in
relazione alla
fine dell'eruzione
2002-2003 |
Ubicazioni delle stazioni appartenenti alla rete EtnaGas |
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