INGV Palermo  

     Sezione di Palermo - Geochimica

Home > Reti di monitoraggio continuo dei fluidi naturali
Responsabile: G. Capasso
Introduzione

 
Il monitoraggio geochimico continuo consiste nella misura automatica di parametri chimici e chimico-fisici in fluidi naturali quali le emissioni diffuse di gas dai suoli, le emissioni fumaroliche, i pennacchi vulcanici e le acque di falda. Lo sviluppo di tale attività, relativamente recente, ha lo scopo di studiare con maggiore dettaglio sistemi naturali complessi quali le aree soggette ad attività vulcanica e sismica. Si ritiene, infatti, che la composizione chimica ed isotopica dei fluidi e la loro portata d’emissione dalla crosta terrestre siano fortemente dipendenti da fenomenologie locali (presenza di intrusioni magmatiche, di discontinuità crostali etc.). Variazioni nel tempo della composizione e del flusso nei fluidi naturali riflettono mutazioni delle condizioni di equilibrio, e quindi, se correttamente interpretate, possono dare importanti indicazioni sullo stato di attività e sulla tendenza evolutiva del sistema naturale monitorato.
Le emissioni di gas diffuso dai suoli, quelle fumaroliche ed i pennacchi, ad esempio, sono molto comuni nel nostro pianeta e spesso si manifestano attraverso fenomeni spettacolari . In particolare, le aree vulcaniche attive sono sede di degassamento, la cui intensità, in alcuni casi, è tale da impedire qualsiasi forma di vita sia animale sia vegetale. Esempi notevoli di tali manifestazioni sono presenti in varie parti del mondo (Long Valley Caldera, Mammoth Mountains, Mt. S.Helen in USA, i vulcani Giapponesi etc.) ed in Italia (Campi Flegrei, Etna, Vulcano, Stromboli, Colli Albani etc.).
I fluidi emessi attraverso queste manifestazioni possono avere origini differenti. In aree vulcaniche, le emissioni gassose vengono sostenute principalmente da masse magmatiche intruse e consistono nel rilascio di notevoli quantità di vapor d’acqua, anidride carbonica, anidride solforosa, idrogeno solforato ed altre specie in tenori e flussi via via minori. Emissioni gassose di altra origine possono essere sostenute da attività organica negli strati più superficiali della crosta terrestre, da fenomeni di metamorfismo termico di  rocce carbonatiche, da accumuli di stress nelle rocce crostali, etc.
Prescindendo dalla tipologia della sorgente che le alimenta, le fumarole e le emissioni di gas dai suoli sono ubicate in corrispondenza di lineamenti strutturali che agiscono come vie preferenziali di fuga per i gas.
Quanto detto per le emissioni gassose nell’ambito della sorveglianza delle aree soggette ad attività vulcaniche e sismiche ha validità anche per le acque di falda. La composizione chimica ed isotopica di tali acque, e dei gas in esse disciolti, riflette in qualche modo condizioni di equilibrio con le rocce che le ospitano e con i fluidi più profondi che le intercettano durante la loro risalita verso la superficie. Anche in questo caso, le variazioni nel tempo nella composizione delle acque possono riflettere mutate condizioni d’equilibrio e, pertanto, possono essere utilizzate ai fini di sorveglianza dell’area.
La Sezione di Palermo dell’INGV, dal 1984 ad oggi, si è impegnata nello sviluppo di strumentazioni automatiche per il monitoraggio dei fluidi naturali. Il primo sistema di monitoraggio automatico è stato installato nell’isola di Vulcano allo scopo di monitorare la temperatura e la capacità riducente (parametro legato alla presenza di gas riducenti) delle emissioni fumaroliche. Da allora numerosi ricercatori si sono alternati nello sviluppo delle varie componenti di una rete di monitoraggio geochimico: sensoristica, sistemi di acquisizione remota e di trasferimento dati, software di gestione, elaborazione e visualizzazione dei dati.
Nel 2001 la Sezione di Palermo dell’INGV, sia per motivi tecnici che economici, ha sviluppato una nuova tipologia di network geochimico, progettato, assemblato e testato presso i propri laboratori, in grado di monitorare in automatico alcuni parametri geochimici di particolare interesse ai fini della sorveglianza dell’attività vulcanica e sismica. Il progetto è consistito nello sviluppo di un nuovo sistema di acquisizione scalabile (sia in termini di unità remote che nella tipologia dei sensori), di facile configurazione ed utilizzazione dei dati.  A tale scopo, è stato progettato e sviluppato un nuovo datalogger dotato di microcontroller di ultima generazione, corredato di ingressi analogici e digitali, uscite digitali per la gestione di eventuali sistemi elettro-idraulici ed interfacce seriali che consentono di comunicare verso il mondo esterno. Durante la fase di sviluppo, sono stati testati numerosi sensori di nuova generazione per la misura dei tenori di CO2 e CH4 (spettrofotometri all’infrarosso), di SO2, H2S ed HCl (sensori elettrochimici), della temperatura, la conducibilità elettrica ed il pH (per il monitoraggio delle falde acquifere), etc.
Parallelamente allo sviluppo dell’hardware, sono stati realizzati numerosi software per la gestione delle stazioni remote, l’elaborazione e la visualizzazione dei dati, la generazione di warnings tecnici e scientifici ed il loro invio tramite SMS, e la creazione di pagine HTML visualizzate su rete intranet, che automatizzano molte delle attività connesse alla gestione del network di acquisizione dati.
Attualmente, la rete di monitoraggio automatico di parametri geochimici della Sezione di Palermo dell’INGV è presente in 4 aree di particolare interesse ai fini della sorveglianza vulcanica  e/o sismica del territorio italiano: Etna, Vulcano, Stromboli e Piemonte. La rete è in grado di monitorare i seguenti parametri:
attività parossistica
Attivita esplosiva durante l'eruzione 2004-2005 nel Monte Etna.
Frattura apertasi nel cratere di Sud-Est 07 Sett 2004.

degassamento
Emissioni di gas lungo la frattura che ha interessato il versante est
dell'edificio etneo durante l'eruzione 2004-2005.

fumarola
Campionamento dei gas fumarolici. Monte Etna 2004.
  • flusso di CO2, ed in alcuni casi CH4, esalante dal suolo in forma diffusa. Il metodo di misura su cui si basano le misure automatiche è stato proposto da Gurrieri & Valenza (1988)  (Giammanco et al., 1995, 1997, Diliberto et al., 2003).
  • parametri chimico-fisici delle acque di falda;
  • pressione totale dei gas disciolti (TDGP) (De Gregorio et al., 2005);
  • Temperatura e Capacità Riducente dei fluidi fumarolici (Sato, 1988).
 
Valid HTML 4.01 Transitional