INGV Palermo  

     Sezione di Palermo - Geochimica

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Sorveglianza geochimica dell'isola d'Ischia
U.F. Sorveglianza vulcanica
Responsabile: G. Pecoraino
L. Brusca, W. D'Alessandro, E. Gagliano Candela, S. Inguaggiato, M. Longo

Carta Geologica di Ischia Campi flegrei Satellite
Carta Geologica di Ischia (modificato da Civetta)

Vista dal Satellite

L'isola di Ischia delimita la parte nord occidentale del golfo di Napoli. L'isola, con una superficie di 46 Km2, rappresenta la parte emersa di un campo vulcanico molto più ampio dell'isola attuale. Con i Campi Flegrei e il Vesuvio, Ischia costituisce la classica area vulcanica attiva della Provincia Potassica Romana Quaternaria dell'Italia centro-meridionale. Ischia è caratterizzata da una zona centrale di sollevamento tettonico (Mt Epomeo, un horst vulcano-tettonico alto 787 m s.l.m. le cui faglie sono ancora fortemente attive), e da numerosi centri eruttivi che hanno prodotto coni piroclastici, di lava, di cenere e colate laviche. L’ horst vulcano-tettonico di M.Epomeo è la struttura morfo-tettonica dominante. Il sollevamento è iniziato 33.000 anni fa come testimoniato dall’ età delle rocce deformate coinvolte nel sollevamento. Le caratteristiche geologiche e il vulcanismo di Ischia sono determinate da un network di faglie normali e di fratture. In figura 1 è evidente la correlazione tra elementi tettonici e attività idrotermale. La maggioranza di tali strutture associate ad attività idrotermale intensa (fumarole e sorgenti termali) è riconoscibile nel settore settentrionale, occidentale e meridionale sulle faglie marginali di M.Epomeo, nell’angolo NO dell’isola (M.Vico), nella spiaggia di Carta Romana (lato E) e lungo la faglia Agnone-S.Angelo nella porzione SE dell’isola. La maggior parte delle rocce sono di origine vulcanica, principalmente alcalitrachiti, trachibasalti, latiti e fonoliti.  Le rocce più antiche sono datate 250.000 anni e il vulcanismo è continuato sino a tempi storici (1301 dC loc. Arso). Terremoti superficiali, l’ultimo dei quali nel 1883 a Casamicciola e la presenza di numerose sorgenti termali (T < 90°C) e di fumarole (T ≈ 100°C) testimoniano lo stato persistente di attività di questo sistema vulcanico.

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Foto di Ischia

Le acque di falda ricadono in tre campi composizionali diversi:
- Acque bicarbonato-alcaline caratterizzate da bassa salinità, basso contenuto in B (e Mg) che potrebbero essere il risultato di processi di lisciviazione delle rocce da parte di acque meteoriche con arricchimento in Na e K;
- Acque bicarbonato-alcalino-terrose caratterizzate da bassa salinità, basso contenuto in B (e Mg) e bassa temperatura, ritenute il termine meteorico che circola in rocce carbonatiche;
- Acque cloro-solfato- alcaline caratterizzate da salinità prossima a quella dell'acqua di mare, elevata temperatura e le più alte concentrazioni di B.
Il reservoir geotermico è caratterizzato da un sistema bifase (liquido + vapore) con temperature prossime a 280°C e PCO2 sino a 30 atm. La fase liquida è costituita da acqua di mare “modificata” che si è arricchita in alcuni elementi (B, K e Cl) ed impoverita in altri (ad es. in Mg) a causa degli intensi processi di interazione acqua-roccia.
La temperatura di questo reservoir, stimata utilizzando la composizione chimica dei gas campionati in varie aree dell’isola è abbastanza uniforme (280°C). Ciò indica probabilmente l’esistenza di un unico reservoir profondo che alimenta i gas fumarolici.


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