Reti Stromboli

La rete di monitoraggio continuo installata sull’isola di Stromboli consta di un totale di 8 stazioni per la misura dei seguenti parametri geochimici:

2 stazioni per il monitoraggio continuo del rapporto CO2/ SO2 nel plume ubicate sul cratere del Pizzo;

immagine_Stromboli13 stazioni per il monitoraggio continuo del flusso diffuso di CO2 emesso dai suoli (Pizzo Sopra La Fossa, Scari, Pozzo Saibbo);

1 stazione per il monitoraggio continuo dei parametri chimico-fisici delle acque di falda e della pressione totale di gas disciolto nelle acque (Pozzo Saibbo);

2 stazioni per il monitoraggio continuo del gradiente termico verticale al suolo (Pizzo sopra la Fossa, Vallonazzo).

 

La prima stazione per la misura in continuo del flusso di CO2 dal suolo è stata installata nel 2000 sul Pizzo Sopra La Fossa (STR02).

immagine_stromboli2I dati acquisiti su base oraria (Brusca et al. 2004; Madonia et al. 2009) vengono trasmessi in tempo reale dall’Osservatorio di Stromboli della Protezione Civile (COA) al centro di acquisizione dati dell’INGV-Palermo.
Questo parametro è stato utilizzato con successo per seguire l’andamento dell’attività stromboliana nel tempo ed ha mostrato variazioni di un ordine di grandezza nel flusso di CO2 in corrispondenza degli eventi effusivi 2002 e nel 2007.

Immagine_stromboli3La rete Plume di Stromboli è operante dal 2006 (le misure discrete periodiche sono state avviante nel 2005), periodo nel quale si sono succeduti diversi eventi parossistici e l’eruzione effusiva del febbraio-aprile 2007. I risultati conseguiti nel periodo di osservazione 2005-2008, riassunti nella Figura 11, indicano una sostanziale stabilità dei rapporti (CO2/SO2 ~5) relativamente al periodo 2005-2006 a cui è segue, a partire dal dicembre 2006, un considerevole aumento dei rapporti (CO2/SO2 fino a 25) che anticipano l’onset dell’eruzione effusiva (27 febbraio 2007). Il permanere di rapporti elevati in seguito all’avvio dell’eruzione effusiva indica il persistere di un’instabilità nel sistema di degassamento magmatico, e in particolare la presenza di un inusuale trasferimento di gas (ricco in CO2) dalle porzioni profonde del sistema magmatico (Aiuppa et al., 2009a).

Tale evidenza, comunicata nell’ambito dei briefings giornalieri tenuti presso il COA di Stromboli durante l’unrest del 2007, ha pesantemente influito sulla decisione di bloccare l’accesso alle porzioni sommitali del vulcano mitigando, di fatto, gli effetti dell’evento parossistico avvenuto la sera del 15 Marzo 2007. Successivamente, i rapporti CO2/SO2 nel plume sono progressivamente diminuiti nei mesi successivi la fine dell’eruzione effusiva (terminata il 2 Aprile 2007), indicando il definitivo ripristinarsi delle “normali” condizioni di attività del vulcano nell’estate del 2008. Questi risultati costruiscono la prima conferma sperimentale all’ipotesi che un evento parossistico a Stromboli sia anticipato da una fase di degassamento anomalo.